Dai migranti agli ucraini, fiume di soldi pubblici per la “banda” di Soumahoro: alla coop Karibu ben 65 milioni



Da Affari Italiani – Oltre 60 milioni di euro. Per l’esattezza 65. È questa la cifra monstre che ha ricevuto la coop Karibu. La società fondata da Marie Terese Mukamitsindo, la suocera di Aboubakar Soumahoro, su cui la procura di Latina sta indagando su presunti casi di sfruttamento di migranti e ucraini in fuga dalla guerra. Una vicenda, quella delle cooperative di Latina, che starebbe mettendo in bilico la carriera politica del genero, nonchè parlamentare, a rischio sospensione dal gruppo parlamentare di Sinistra Italiana e Verdi.

A fare i conti in tasca alla società della suocera di Soumahoro è la stessa presidente della cooperativa sociale di Sezze, gestita fino al 17 ottobre scorso anche dalla moglie del deputato Liliane Murekatete. In un documento presentato al ministero dell’Interno per il programma Amif 2014-2020, il fondo Asilo, Migrazione e Integrazione, gestito dalla Commissione Europea, la presidente dettaglia la cifra dei contributi pubblici incassati dalla Coop nel corso degli anni. Lo riporta il quotidiano online e cartaceo L’Identità, che ne sottolinea le anomalie.

A saltare fin da subito all’occhio è il pagamento di 25 milioni versati in sei anni dal ministero dell’Interno per il bando “CAS- Centri di Accoglienza Straordinaria Bando Prefettura” di un totale di 500 milioni, vinto da Karibu come soggetto singolo, quindi senza alcun partenariato. Ma non solo. Dal 2004 al 2019, invece, la coop della suocera di Soumahoro ha intascato ben 30 milioni da due progetti Sprar per accogliere i rifugiati a Sezze e a Roccagorga.

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