Dai comunisti all’estrema destra, in Francia 200mila cittadini scendono in piazza contro il green pass


Di  Per il terzo sabato consecutivo, cortei in tutta la Francia contro l’obbligo di green pass: già scattato il 21 luglio per cinema, musei, palestre e luoghi con capienza superiore alle 50 persone, dal 9 agosto il documento sanitario sarà richiesto per accedere anche a bar, ristoranti, trasporti pubblici di lunga percorrenza, treni e aerei.

Dai giovani ai più âgées, ieri almeno 200mila persone in piazza in oltre 150 città dell’Esagono. Una folla eterogenea, comunisti ed estrema destra, contro la legge approvata dal Parlamento dopo l’annuncio di Emmanuel Macron: vaccinazione obbligatoria per gli operatori sanitari (chi rifiuta perde lo stipendio e sarà sospeso) e per alcune categorie come i vigili del fuoco (ma non per gli insegnanti).

La legge estende l’obbligo di green pass pure agli ospedali, emergenze escluse. Ecco perché «intendiamo diversificare le proteste, in particolare con il boicottaggio dei locali che chiederanno il pass», spiega Florian Philippot, ex braccio destro di Marine Le Pen e oggi leader dei Patrioti, che dalla prima fila del corteo parigino parla di «mobilitazione impressionante» annunciando un’altra manifestazione per sabato, se anche il Consiglio costituzionale il 5 agosto validerà la legge.

Si contano intanto i danni della nuova giornata di tensioni nella capitale: una ventina di fermi ieri a Piazza della Bastiglia, 3 agenti feriti e camionette della polizia e negozi vandalizzati. Petardi, lacrimogeni, cariche. Parigi, Bordeaux, Marsiglia sono lo specchio dello scontro tra gli anti pass e l’Eliseo, che non accenna a diminuire. Le (poche) infiltrazioni di casseur fanno comodo al governo per sminuire la natura delle piazze, ma il leader della France Insoumise Jean-Luc Mélenchon invita il governo a «rispettare i cortei contro assurdi controlli generalizzati»; anche da parte dei gestori dei bistrot (che dovranno verificare il green pass persino nei dehors) e delle forze di polizia schierate per i documenti d’identità, stazioni comprese, con multe da 135 euro in caso di assenza di «documento».

Il 62% si dice favorevole al pass in vigore fino al 15 novembre, poi dovrà essere votato dal Parlamento sulla base dello stato di emergenza sanitario; quattro francesi su 10 sostengono però le piazze che gridano alla «dittatura». Ieri circa 15 mila persone a Parigi, tra cui vaccinati che rivendicano la libera scelta.

Il pass si ottiene infatti con l’avvenuta vaccinazione (prima e seconda dose), attestato di guarigione dal Covid-19 o test negativo inferiore alle 48 ore, che a settembre diventerà a pagamento. Ecco uno dei punti che spinge in piazza non solo ex gilet gialli e No Vax, ma pure simpatizzanti dell’estrema sinistra, comitati e sigle sindacali. In centinaia di località turistiche i prefetti hanno intanto reintrodotto l’obbligo di mascherina all’aperto, causa variante Delta.

E dai dati raccolti in Francia dal 31 maggio all’11 luglio, le persone non vaccinate rappresentano l’84% dei ricoveri «convenzionali» e l’85% di quelli in terapia intensiva. Solo il 7% dei ricoveri riguarda vaccinati.

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