Da cantante a “scafista”, il trapper tunisino Ghali raccoglie fondi per i “trafficanti” della Ong Mediterranea di Casarini


Da Il Primato Nazionale – Milano, 20 lug — Il trapper Ghali è sicuramente un simbolo di integrazione riuscita e un modello per tutti i giovani della sua generazione, in particolare per i «nuovi italiani» e per quelli che italiani lo sono davvero, ma nessuno glielo ha mai fatto notare: si è costruito una carriera furbetta tra rivendicazioni continue delle proprie origini (per vender dischi) e gli immancabili piagnistei sul presunto razzismo italiano, un’identità in bilico tra il tutto e il nulla, nemico del blackface e amico del capitale.

Ghali e l’arte di tenere il piede in dieci scarpe

Tuona «l’industria è un tritacarne, io sono halal» salvo poi finirci letteralmente, nel tritacarne, diventando testimonial di MacDonald: il loro bacon evidentemente non puzza.

Talmente halal da lanciare per Benetton una linea di hijab no gender, anche per uomini, riuscendo nella non facile impresa di schifare e voler vedere decostruita e meticciata la cultura che lo ha accolto, e al tempo stesso di non rispettare nemmeno la propria. Dirà che questa è la fluidità che contraddistingue lo stile di vita delle nuove. generazioni, ma a noi piace vederla per quello che è: paraculaggine e rifiuto della coerenza.

La raccolta fondi pro-Mediterranea

Il Capitalismo è grande e Ghali è il suo profeta, e al capitalismo servono tanti servi, tanti espiantati dal proprio Paese attirati da false promesse di benessere che nessuno potrà mantenere. Sarà proprio per questo motivo, quindi, che il nostro trapper trapiantato in terra meneghina ha dato via alla raccolta fondo per nuovi taxi del mare, pardon, rescue boat come le chiamano loro, di cui dotare la Mare Jonio, nave della Ong Mediterranea.

Verranno utilizzati per traghettare i clandestini dai barconi — «casualmente» abbandonati dagli scafisti al largo delle coste libiche — direttamente in territorio italiano. L’acquisto di una prima imbarcazione ausiliare consentirà alla Mare Jonio il rinnovamento delle certificazioni per poter continuare le sue missioni nei prossimi mesi.

Un gesto “disinteressato”

Da ieri, dunque, sui profili social di Ghali si trovano le modalità per partecipare alla raccolta fondi. La prima rescue boat che sarà possibile acquistare grazie ai soldi delle donazioni sarà in mare entro agosto e si chiamerà Bayna, che significa «vederci chiaro», guarda caso come la canzone contenuta nel suo nuovo album Sensazione Ultra.

E’ un santo, un apostolo questo Ghali, agisce in maniera totalmente disinteressata: non fa proprio nulla per mettersi in mostra e vender dischi. «Sono molto felice di poter fare qualcosa di concreto per una causa che ritengo fondamentale per il nostro futuro.

Soccorrere gli esseri umani è una questione di civiltà e vi chiedo, se potete, di partecipare a questa raccolta fondi. Sembra assurdo doverlo ripetere, ma tutte le vite contano e vanno salvate», ha detto l’artista. Che la causa sia fondamentale per il nostro futuro è certo, purtroppo non per come la intende Ghali.

Cristina Gauri

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