Crisanti vuole “sequestrarci” in casa: “Lockdown totale. Italiani pensano a divertirsi. Zona rossa? Troppo morbida”







Di  Cristina Gauri – Roma, 15 feb – Il virologo Crisanti torna sulla sua ossessione preferita, quella che vorrebbe imporre a tutti gli italiani da sempre e per sempre: il lockdown totale, durissimo, alla cinese. Evidentemente ringalluzzito dalle dichiarazioni di Ricciardi, che ieri è tornato alla carica con il medesimo cavallo di battaglia evocato incessantemente da mesi, Crisanti ha deciso che non può, non deve darci tregua.

Crisanti invoca il lockdown alla cinese

«Bisognava fare il lockdown a dicembre, prevenendo tutto questo, mentre ora siamo nei guai», dichiara Crisanti a La Stampa con quel fastidiosissimo tono da secchione che «lui ce l’aveva detto». «Come se ne esce? Con un lockdown duro subito per evitare che la variante inglese diventi prevalente e per impedire che abbia effetti devastanti come in Inghilterra, Portogallo e Israele». Chi se ne frega dell’economia a pezzi. Come al solito, per lo «zanzarologo» si tratta di un’inezia.

Le zone rosse? Troppo morbide

«Va chiuso tutto e va lanciato un programma nazionale di monitoraggio delle varianti». Troppo morbide, secondo lui, le zone rosse, si torni al modello Codogno. Quello – guarda caso – che l’aveva portato sotto le luci della ribalta. Ribalta da cui poi non si è più levato. «Dove si trovano le varianti brasiliana e sudafricana servono lockdown stile Codogno, non le zone rosse che sono troppo morbide», ha aggiunto.

Italiani sempre mangiare e divertirsi

Dal suo alto scranno Crisanti non manca poi di bacchettare gli italiani: «la Germania continua il lockdown, la Francia pure, l’Inghilterra anche, solo noi pensiamo a sciare e a mangiar fuori». Italiani sempre manciare, quindi. Sono loro i cattivi, gli indisciplinati ed egoisti ai quali è da ascrivere ogni colpa se i contagi non diminuiscono. «Tutti vogliamo una vita normale, ma non si realizza se non si controlla la pandemia».

Oltre ad invocare il lockdown Crisanti trova il tempo di plaudere alla riconferma di Speranza, supremo «manettaro» dell’emergenza sanitaria. Evidentemente non abbastanza, però: «Credo sia stato giusto confermare Speranza, perché conosce le carte. Però conta molto chi lo consiglia e lì forse qualcosa va cambiato. Non può rimanere tutto com’è». Si sta forse proponendo? «Le politiche adottate fin qui sono state sempre di rincorsa al virus, mentre è venuto il momento di anticiparlo. Sarò distratto, ma ho scoperto solo ieri delle strutture con la primula: uno spreco di soldi pubblici, mentre bisogna organizzare scuole, cinema, teatri e palestre», ha concluso.

Cristina Gauri

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