Così il PD vuole “sostituire” gli italiani, via i Dl sicurezza e cittadinanza per tutti: “Sullo Ius Soli non molliamo”


 – I danni provocati dall’emergenza Coronavirus sono purtroppo notevoli: famiglie in difficoltà, interi settori messi in ginocchio e aziende verso il fallimento. Ora più che mai il governo dovrebbe rimboccarsi le maniche per studiare una serie di strategie per tentare di risollevare il Paese, ma evidentemente per la sinistra le priorità sono altre e riguardano – non è una novità – gli immigrati: è tornato in auge il tema dello Ius soli, per cui Graziano Del Rio ha promesso di non arrendersi e di continuare a lottare fino a quando non raggiungerà l’obiettivo. Si è detto comunque sicuro che in tal senso arriverà il risultato, poiché i cambiamenti “avvengono con costanza e determinazione“.

La stessa costanza e determinazione che stanno stanno mettendo i cittadini italiani dalla ripartenza risalente ai primi giorni di maggio, ma per loro non c’è stato alcun premio. Invece il Partito democratico vorrebbe fare un bel regalo ai migranti e lo ha ribadito lo stesso capogruppo alla Camera: “Anche sullo Ius culturae non mollo, nell’idea che ogni volta che abbiamo concesso più diritti a qualcuno siamo diventati più forti tutti“. Sarebbe l’ennesimo smacco ai danni del nostro Paese, dopo l’ormai nota volontà di smantellare i decreti Sicurezza targati Matteo Salvini: nonostante la rissa nata all’interno del governo, è stata raggiunta un’intesa che prevede la cancellazione delle multe milionarie alle navi Ong, l’allargamento della possibilità di accedere alla protezione umanitaria, la revisione del sistema di accoglienza e la possibilità per i richiedenti asilo di iscriversi all’anagrafe comunale.

L’ombra della sostituzione

Una nuova legge sulla cittadinanza potrebbe risultare controproducente: basta osservare i dati Istat pubblicati poche settimane fa, secondo cui continua ad aumentare il numero di stranieri diventati italiani. Nel 2019 si sono contate 127.000 nuove cittadinanze (ovvero 24 ogni 1.000 stranieri, con un incremento del 13% rispetto al 2018); i “nuovi italiani” dal 2015 sono così arrivati a quota 766.000, valore di poco inferiore alla perdita di popolazione di cittadinanza italiana negli stessi anni. L’edizione odierna de La Verità avverte che “siamo alle soglie della sostituzione etnica“.

Inoltre un’analisi della fondazione Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità) ha spiegato che in un numero crescente di casi la mobilità garantita dal passaporto italiano porta “i nuovi concittadini a emigrare nuovamente in Paesi terzi o nel luogo di origine“. Tradotto: “L’acquisizione di cittadinanza è un elemento incentivante all’emigrazione internazionale per i nuovi cittadini“. Dunque spesso i “nuovi italiani”, appena ottengono la cittadinanza, o vanno via o si trasferiscono in altri Stati europei o rientrano nel loro Paese d’origine. Appare pertanto evidente come quella del Partito democratico sia una mera battaglia ideologica.

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