Corto circuito a sinistra, gli immigrati in Italia sono contrarissimi al Ddl Zan del PD: “È improponibile”


Se il ddl Zan è stato accolto con relativa indifferenza dagli italiani – evidentemente preoccupati da altro, nonostante la grancassa della propaganda avesse lavorato al massimo dei giri tirando in mezzo per la prima volta persino una intera armata di influencer – qualcosa si è mosso tra le comunità immigrate italiane, in particolare tra le comunità di religione islamica.

Nel mondo islamico italiano (che include all’incirca una metà di italiani convertiti e non necessariamente extracomunitari di prima o seconda generazione), ad esempio, c’è stato un discreto fermento. Riviste come La Luce di Davide Piccardo hanno provato a sollevare la questione all’interno del mondo islamico italiano:

sia in merito all’incompatibilità tra l’islam e il progetto di società che propone il ddl Zan, sia – più in generale – a come l’islamico, e in particolare l’immigrato islamico, debba rapportarsi col sistema politico italiano. Non si tratta di un caso isolato: il dibattito in quel mondo è in fermento anche su altre riviste e piattaforme.

Se l’islam è chiaramente un amplificatore di questo dissenso, in generale un discorso di contrarietà a buona parte degli aspetti presenti all’interno della legge Zan è presente in grandissima parte delle comunità immigrate che arrivano da luoghi e culture dove difficilmente si ritiene accettabile il modello di società che il ddl Zan propone.

La sinistra assiste sbigottita a questo fenomeno, cercando di tenere un profilo basso per non essere messa all’angolo e ammettere esplicitamente che non è possibile farsi contemporaneamente portatore delle istanze del mondo Lgbt e del mondo degli immigrati, in particolare di fede islamica. Servirebbe fare una scelta.

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