Coronavirus, l’Ue fuori di testa: “Evitare la chiusura dei confini. Schengen serve all’economia”


Di Alessandro Della Guglia – Roma, 16 mar – Il governo italiano ha imposto ai cittadini di restare a casa con un decreto ad hoc, si può uscire soltanto per andare a lavoro oppure per comperare i prodotti necessari alla sopravvivenza. Per spostarsi, anche a piedi, si deve fornire un’autocertificazione (seria) ed è altrimenti vietato uscire dal proprio comune di residenza. Eppure l’Unione europea sostiene che le frontiere non debbano essere chiuse, perché inutile. Il coronavirus “è attualmente presente in tutti gli Stati membri dell’Ue. Pertanto, la nostra valutazione è che chiudere i confini non è necessariamente il modo migliore per contenere la diffusione del virus”. A dichiararlo è il portavoce capo della Commissione Europea Eric Mamer, durante l’odierno incontro con la stampa a Bruxelles.

Libera circolazione di merci e contraddizioni Ue

Quanto sia discutibile e antinomica questa presa di posizione va da sé, alla luce proprio del blocco generale imposto in Italia alla circolazione non solo nazionale ma anche intercomunale. Una misura che stanno prendendo, lentamente, anche altri Paesi Ue e che dunque si scontra con quanto dichiarato dal portavoce della Commissione Europea. Dunque urge una precisazione: cosa intende Bruxelles? Possono e devono circolare soltanto le merci oppure qualunque cittadino europeo, qualora non contravvenga a un decreto del proprio governo, può spostarsi da una nazione Ue all’altra? La Commissione europea sostiene semplicemente che “la libera circolazione delle merci è cruciale per le forniture alimentari, di medicinali e di protezioni. Inoltre evita gravi interruzioni delle catene di approvvigionamento”, mentre un suo eventuale blocco danneggerebbe l’economia.

No alle certificazioni per le merci

Dunque ci si concentra sulla libera circolazione delle merci, baluardo del Diritto dell’Unione Europea, senza fornire ulteriori delucidazioni e soprattutto senza aprire le casse della Bce per sostenere l’economia reale. Da notare che Bruxelles ha fatto sapere che non sono necessarie certificazioni “Covid free” per le merci. Come se le merci si spostassero da sole. “Siamo in contatto con i governi: posso confermare che la Germania ha annunciato l’invio di 1 milione di mascherine in Italia. Seguiamo la situazione da vicino”, ha aggiunto il portavoce della Commissione europea per il Mercato interno, Sonya Gospodinova. Bene, resta però il fatto che la preoccupazione di molti osservatori europesiti (anche in un momento come questo, dove l’europeismo mostra tutte le sue falle) è evitare che questa pandemia faccia tornare l’Euoropa un continente di frontiere. Neppure il virus sembra fermare la follia delle porte aperte a qualunque costo.

Di Alessandro Della Guglia

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