Continua la discriminazione e la segregazione dei non vaccinati: il Super Green Pass valido fino al 31 marzo



Di Adolfo Spezzaferro – Roma, 15 dic – Con il rinnovo dello stato di emergenza al 31 marzo 2022, viene prorogato anche il super green pass: significa che fino a quella data i non vaccinati resteranno tagliati fuori da ogni attività sociale. Il nuovo decreto approvato ieri in Cdm prevede infatti il super green pass in zona bianca: precluse ai non vaccinati attività sociali come ristoranti al chiuso, cinema, teatri, sale da concerto e discoteche.

Super green pass in vigore fino al 31 marzo 2022

Insomma, di pari passo con lo stato di emergenza sanitaria, “rinnovato” come dice Draghi alla Camera, perché non poteva essere più prorogato, prosegue il giro di vite contro i non vaccinati. Perché l’obbiettivo del governo resta lo stesso: far vaccinare tutti, senza però imporre l’obbligo. Infatti il super green pass è un obbligo indiretto: se vuoi avere una vita sociale devi vaccinarti. Il super green pass peraltro non serve a niente ai fini del contenimento dei contagi.

Come è noto infatti certifica che si è vaccinati o guariti dal Covid. Ma un possessore della certificazione può infettarsi e infettare. Perché il pass non ha nulla a che vedere con la protezione dai contagi. In tal senso, il pass più sicuro è quello ottenuto con il tampone negativo: per le ore in cui è valido si sa che il possessore non è infetto.

Il testo del decreto: non vaccinati tagliati fuori dalle attività sociali per altri tre mesi

Se noi andiamo a leggere il comunicato di Palazzo Chigi sul Cdm di ieri scopriremo che come sempre il diavolo si nasconde nei dettagli. “Il decreto stabilisce, infine, l’estensione, sino al 31 marzo 2022, della norma secondo cui il green pass rafforzato debba essere utilizzato anche in zona bianca per lo svolgimento delle attività che altrimenti sarebbero oggetto di restrizioni in zona gialla“.

Al di là della confusione con i colori il succo è che il super green pass – ossia i divieti per i non vaccinati – vale a prescindere dalle fasce di rischio. Insomma, non ha nulla a che vedere con la pandemia. E’ un obbligo a vaccinarsi. Indiretto però, per carità. Perché né Speranza né men che mai Draghi si assumerebbero la responsabilità di un vaccino obbligatorio per legge, con lo Stato che risponde di eventuali eventi avversi (che puntualmente si verificano).

Si deve solo aspettare che il virus diventi endemico, ma nessuno lo dice

Inoltre, sebbene l’obbligo sarebbe molto meno ipocrita, tutti sanno che neanche con il vaccino per tutti per legge si è al sicuro dal virus. Perché il Sars-Cov-2 deve finire il suo corso, deve diventare endemico. Come un banale virus influenzale stagionale. Tutto qua. Ciononostante tutti, dagli esperti ai membri del governo, si guardano bene dal dirlo: prima si deve vaccinare ogni singolo italiano (bambini compresi). Poi magari un giorno si penserà pure alle cure anti-Covid, chissà.

Adolfo Spezzaferro

Leggi la notizia su Il Primato Nazionale