Conte si piega ancora a trafficanti e Ong: porti spalancati per i 200 clandestini prelevati da Sea Watch e Open Arms




La Sea Watch 3 attraccherà al porto “sicuro” di Taranto. A darne notizia, via Twitter, è stata l’organizzazione non governativa stessa: “L’Italia assegna a Sea Watch un porto sicuro a Taranto. La gioia a bordo è inspiegabile, così come il nostro sollievo. Auspichiamo di arrivare presto a un meccanismo di sbarco e redistribuzione dei migranti utomatico, senza sporchi accordi con la Libia”.

Il tweet della Ong arriva a diciassette ore di distanza dal precedente, in cui l’organizzazione richiedeva a gran voce di poter attraccare, puntando il dito contro l’Unione Europa e tirando per la giacchetta anche lo stesso governo italiano, oltre che quello maltese: “L’Ue nega di nuovo questo diritto a 119 persone, a bordo della Sea Watch 3. Ancora una volta l’Europa ricorre a inutili negoziazioni ad hoc, parlando di quote anziché di diritti umani. Il tutto mentre la Germania ignora le offerte di oltre 130 città accoglienti. Italia e Malta ritardano la risposta””.

Ora la svolta e l’arrivo a Taranto dell’imbarcazione teutonica. Non, comunque, senza polemica, visto quanto scritto nel messaggio social: “Speriamo di arrivare presto a un meccanismo di sbarco e redistribuzione automatico, senza sporchi accordi con la Libia.

Già, perché è dalla Libia che il flusso migratorio arriva senza sosta, anche in questo inizio di 2020. La nave della ong tedesca negli ultimi giorni ha recuperato oltre cento migranti in tre diverse operazioni. L’ultimo intervento dei volontari è stato realizzato in acque di “ricerca e soccorso” di Malta.

In seguito alle richieste avanzate, all’Open Arms e alla Sea Watch 3 sono stati assegnati, rispettivamente, i porti di Messina e Taranto. Lo rende noto il Viminale, come riportato dall’Agi, spiegando che Francia, Germania, Portogallo e Irlanda hanno già dato la loro disponibilità ad accogliere i richiedenti asilo a bordo.

La disponibilità è stata offerta sulla base dell’apertura della procedura di ridistribuzione dei migranti a livello europeo avviata dalla Commissione Ue anche sulla scorta del pre-accordo di Malta.

 

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