Conte continua a prendere schiaffi da Draghi: “Il governo l’ho fatto con Grillo”. Il M5S verso l’uscita dal governo


Da Affari Italiani – Il governo è appeso ad un filo. Le parole di ieri di Draghi per tentare di ricucire con Conte dopo lo strappo in seguito alle presunte dichiarazioni offensive del premier verso il leader del M5s, con l’invito fatto a Grillo di rimuoverlo dal suo ruolo perché inadeguato, non hanno convinto l’ex premier che adesso valuta seriamente l’uscita dall’esecutivo.

A Conte – si legge sul Fatto Quotidiano – non piace la diversa attenzione che il premier dedica a Grillo. I due si sentono spesso e si confrontano sulla linea della maggioranza. Così Draghi spende solo parole al miele per il fondatore del M5S: “In queste ore non l’ho sentito, ma ricordo gli incontri con Grillo nelle consultazioni e con lui si trovarono delle convergenze importantissime“.

Davanti ai cronisti, poi, il premier smentisce di aver mai chiesto la rimozione di Conte alla guida del M5S (“non ho mai fatto le dichiarazioni che mi sono state attribuite”), ma non di averne dato giudizi negativi parlando con il fondatore: “Io non entro nei partiti e non capisco il motivo di tirarmi dentro”.

Se gli si chiede dei messaggi tra lui e Grillo, di cui parlano fonti 5S, – prosegue il Fatto – il premier attacca: “Dicono che ci sono riscontri oggettivi, vediamoli. Io non li trovo, li aspetto eh…”. Sulle fibrillazioni nella maggioranza però il premier si mostra sicuro che il governo arriverà a fine legislatura. Non è affatto tranquillo, invece, l’avvocato.

Anche se “fonti” del Quirinale e il suo evidente avversario, Mario Draghi, lo dicono a una sola voce: “Giuseppe Conte ha confermato che il Movimento non è interessato a uscire dal governo o a dare l’appoggio esterno”. Ma la realtà è che il leader dei 5Stelle ora valuta davvero di spingere il bottone rosso della crisi. Nonostante l’incontro con Sergio Mattarella di mercoledì sera, al Colle.

Nonostante i dubbi che aveva e in parte tuttora nutre sulle possibili ricadute elettorali di uno strappo, “perché un conto è la nostra base, un altro è il resto dei cittadini” ragiona con i suoi da giorni. È tentato dal fare ciò che gran parte dei parlamentari e tutta la base dei 5Stelle gli chiedono da settimane: rompere, su un provvedimento o un tema di rilievo. Tale da giustificare la crisi, “perché Giuseppe non vuole un Papeete 2

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