Con la scusa del coronavirus i 5 Stelle approvano lo svuotacarceri: da giustizialisti ad amici dei criminali


di Davide Falcioni – Arresti domiciliari per i detenuti che hanno pene da scontare sino a 18 mesi; qualora la pena sia superiore a 6 mesi sarà applicato il braccialetto elettronico. A prevederlo è il decreto varato oggi dal governo: l’obiettivo è quello di diminuire la presenza nelle carceri per gestire meglio l’emergenza coronavirus. Saranno esclusi detenuti i responsabili di gravi reati, i delinquenti abituali e quelli coinvolti nelle violenze dei giorni scorsi.

Queste nuove disposizioni saranno valide fino al 30 giugno e prevedono una procedura per la concessione della detenzione domiciliare molto più snella dell’attuale, con l’eliminazione di alcuni passaggi. Rispetto alla disciplina attuale sono state previste maggiori esclusioni, come quella dei detenuti che hanno commesso violazioni disciplinari. Entro dieci giorni il Capo del Dap farà un piano di distribuzione dei braccialetti elettronici, tenuto conto della capienza dei singoli istituti e del numero dei detenuti ristretti, e delle concrete emergenze sanitarie. L’allontanamento dal domicilio sarà punito come l’ evasione e quindi con pene detentive più elevate della pena da scontare (un anno nel minimo e tre anni nel massimo). Un dato che fa ritenere difficile che si verificheranno violazioni.

Il provvedimento è stato criticato da Valter Mazzetti, segretario generale dell’Fsp Polizia di Stato: “Siamo totalmente contrari e anche un po’ basiti per la decisione, assunta fra i provvedimenti legati all’emergenza coronavirus, di concedere i domiciliari a chi ha pene da scontare fino a 18 mesi, e con ciò, si faccia ben attenzione, si intende anche chi ha ancora 18 mesi, avendo ricevuto pene più alte. È un indulto mascherato, e neppure troppo”. Secondo il sindacato di polizia “non servirà a nulla in tema di prevenzione perché a meno che facendo quattro conti non si sia arrivati alla conclusione di poter dimezzare con questa iniziativa la popolazione carceraria, allora il problema dell’affollamento rimarrà. C’è poi – aggiunge – da farsi una domanda: ci sono braccialetti elettronici sufficienti per tutti quelli che hanno ancora da scontare più di sei mesi? La gente deve capire bene che in Italia praticamente non si va in carcere per pene inferiori ai 18 mesi, a meno di recidive, e quindi uscirà chi certamente ha avuto condanne ben più pesanti”.

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