Colpo di calore per Scholz e la premier svedese Anderson: “Kiev può riprendersi la Crimea con le armi”


da ByoBlu – Accade nel caso del conflitto in Ucraina, dove le nazioni che supportano il governo di Kiev non sembrano intenzionate a interrompere l’afflusso di armi. Anzi, le affermazioni di alcuni leader politici fanno pensare esattamente il contrario: questi sono convinti non solo che l’Ucraina possa reagire ma che sia anche capace di riprendersi la Crimea.

In una conferenza congiunta tenutasi a Stoccolma, il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il primo ministro svedese, Magdalena Andersson, hanno fatto chiaramente capire che l’Ucraina ha il diritto di utilizzare le armi che riceve dai partner occidentali, in particolare dalla Germania e dalla Svezia, per proteggere la sua integrità territoriale.

Sosteniamo l’Ucraina con le armi che forniamo. Queste armi servono all’Ucraina per difendere la sua integrità territoriale e la sovranità del proprio territorio” – ha affermato Scholz. Difendere l’integrità territoriale vorrebbe dire anche riprendersi quei territori un tempo appartenuti all’Ucraina e che oggi sono sotto il controllo russo, in particolare la Crimea.

In merito a questa ipotesi la Svezia e la Germania non sarebbero contro. “La Russia non deve vincere questa guerra, è importante per l’Ucraina, è importante per noi” – ha detto il primo ministro svedese. Sia Andersson che Scholz hanno ammesso che “sono arrivati tempi bui per l’Ucraina e per l’Europa“, esprimendo al contempo fiducia che l’Europa saprà superare insieme i problemi, rafforzare la propria sovranità, liberarsi della dipendenza energetica dalla Russia.

L’adesione di Svezia e Finlandia alla NATO rafforzerà la componente di sicurezza dell’alleanza e il continente europeo in generale. Tuttavia, un conto sono le parole, altra cosa i fatti. Come potrà la Germania, fortemente dipendente dal gas russo a trovare fonti energetiche alternative per rimpiazzare interamente l’energia in arrivo dalla Russia?

Intanto la raffineria di petrolio tedesca di Schwedt ha iniziato a lavorare il greggio statunitense miscelato con quello degli Urali. Il greggio statunitense importato da Rostock, sulla costa baltica tedesca, rappresenta attualmente circa il 20% di ciò che la raffineria sta lavorando.

Il porto ha recentemente preso in consegna il suo primo carico di petrolio statunitense da cinque anni a questa parte. La raffineria di Schwedt, in parte di proprietà della Rosneft PJSC con sede a Mosca, si trova vicino al confine polacco e ha sempre fatto affidamento sull’oleodotto Druzhba, proveniente dalla Russia, per la fornitura di greggio.

Il ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck ha affermato che quella di Schwedt è la raffineria tedesca in cui è più difficile limitare l’utilizzo del greggio russo.

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