Clamoroso boom alle elezioni locali per i ‘Veri Finlandesi’, il partito anti-migranti, anti-Ue e anti-Islam


Di Giuseppe De Santis – Roma, 19 giu – Il 13 giugno gli elettori della Finlandia si sono recati alle urne per scegliere i rappresentanti di circa 300 autorità locali. Il partito che ha ottenuto più voti è stato il National Coalition Party, con il 21,5% delle percentuale e un aumento dello 0,8% rispetto al 2017. Chi ha visto la crescita più sostanziosa sono stati però i Veri Finlandesi. La formazione sovranista ha infatti visto le sue percentuali passati dall’8,8% (sempre del 2017) al 14,5%. Un aumento-record di oltre il 60%.

Il leader dei Veri Finlandesi è il candidato più votato

Un altro aspetto importante di queste elezioni locali è la quantità di voti che il leader dei Veri Finlandesi Jussi Alla-aho ha conquistato a Helsinki. Anche se ha fallito nel tentativo di ottenere il controllo della capitale, può sempre consolarsi col fatto di essere il candidato più votato di tutta la nazione scandinava. Sono infatti ben 18.500 le preferenze accordategli. Per capire quanto sia importante questo risultato basta pensare che il primo ministro Sanna Marin, candidata come consigliere comunale a Tampere (terza città della Finlandia), ne ha ottenute solo 10mila.

I motivi di questa crescita record sono diversi, ma fondamentali sono stati due elementi. Anzitutto l’opposizione al Recovery Fund. I Veri Finlandesi hanno fatto di tutto per impedire la ratifica del piano comunitario, consci delle problematiche insite all’interno del Next Generation Eu. Nonostante la sconfitta in sede parlamentare, questa campagna contro le mire di Bruxelles ha accresciuto i loro consensi. In secondo luogo, i Veri Finlandesi rimangono l’unico schieramento della scena politica della nazione nordica che si oppone nettamente all’immigrazione. Pochi giorni prima del voto è anche comparso un gigantesco cartello nel quale il partito denunciava le priorità accordate agli stranieri nell’accesso al (generoso) sistema di stato sociale. Il cartello è stato quasi immediatamente rimosso, ma ciò non ha impedito che catalizzasse l’attenzione degli elettori. I quali sembrano essersene ricordati una volta alle urne.

Giuseppe De Santis

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