Ci risiamo, l’assassino tunisino del prete “pro-accoglienza” aveva “problemi psichici” ed era stato espulso (per finta)


Di Cristina Gauri – Como, 15 set – Tragedia a Como questa mattina. E’ stato brutalmente assassinato a coltellate il sacerdote 51enne don Roberto Malgesini, noto in città per il suo prodigarsi per gli emarginati, soprattutto stranieri. L’assassinio sarebbe un immigrato – uno degli «ultimi», quindi, che il prete si preoccupava di aiutare – che alle otto di questa mattina si è presentato in caserma da carabinieri per costituirsi. «Aveva problemi psichici e dei provvedimenti di espulsione non eseguiti», dichiara il direttore della Caritas di Como, Roberto Bernasconi.

L’aggressione

Il sacerdote, nato in provincia di Sondrio, è stato sorpreso alle spalle e colpito con più fendenti alla schiena mentre camminava sulla stradina in salita in direzione della chiesa. Il cadavere del prete è stato notato da alcuni passanti che hanno chiamato i soccorsi, ma invano. All’arrivo dell’ambulanza, per Malgesini non c’era già più nulla da fare. Poco lontano le forze dell’ordine hanno rilevato la presenza di un coltello insanguinato, con tutta probabilità l’arma del delitto.

Come detto, il sacerdote era noto in città per essere da tempo in prima linea nella cura di senzatetto e stranieri, collaborando principalmente con le varie associazioni che si occupano di accoglienza. Era a capo di un gruppo di volontari comaschi con cui quotidianamente portava la colazione agli extracomunitari. Sempre pronto a intervenire nelle situazioni più critiche di marginalità, pur non essendo titolare di una parrocchia viveva in quella di San Rocco, a breve distanza dal luogo in cui stamattina ha trovato la morte, per mano, forse, di uno di coloro che si era prodigato ad aiutare.

Tempestivo anche l’intervento del vescovo di Como, monsignor Oscar Cantoni, che è arrivato in piazza San Rocco per benedire la salma prima che fosse portata via dagli addetti ai servizi funebri. Sul luogo del delitto si è raggruppato un folto gruppo di fedeli, parrocchiani e immigrati, increduli e in lacrime. «Dov’è il don? No, non può essere lui». «Questa sera alle ore 20.30 in cattedrale il vescovo guiderà il Santo rosario – fa sapere la diocesi comasca –. Di fronte alla tragedia la chiesa di Como si stringe in preghiera per il suo prete don Roberto e per chi lo ha colpito a morte».

Cristina Gauri

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