Sentenza choc, toga rossa assolve uno stupratore marocchino: “Pensava che la 17enne fosse una ragazza facile”

 – È stato assolto in primo grado dal tribunale di Bologna il marocchino di 26 anni accusato di avere abusato sessualmente di una minorenne nell’autunno del 2017. Lo straniero, dichiarato colpevole per il solo reato di furto, ha ricevuto una pena di 4 mesi a cui si aggiunge una multa da 120 euro.

Alla fine, la tesi sostenuta dall’accusa non ha persuaso il giudice. Stando alla ricostruzione fornita dalla procura, la sera del 3 novembre di due anni fa il magrebino aveva incontrato la ragazza, allora 17enne, in piazza Aldrovandi (Bologna). Entrambi erano in compagnia di amici. Ad un certo punto lo straniero era riuscito ad impossessarsi del cellulare della giovane, facendole poi credere che a sottrarglielo fosse stato uno dei suoi amici. Promettendole di aiutarla a ritrovare l’oggetto, il nordafricano avrebbe quindi fatto scattare la trappola. Con la mente offuscata dall’alcol e dal consumo di alcune droghe, la minore si sarebbe fatta convincere dalle parole del 26enne, che l’aveva quindi accompagnata alla stazione ferroviaria. Qui l’avrebbe condotta all’interno di un vagone abbandonato, dove sarebbe avvenuto lo stupro. La ragazza, sempre stando al racconto, si sarebbe svegliata la mattina dopo svestita ed in preda alla confusione.

Diversa la versione fornita dal legale del marocchino, l’avvocato Alessandro Cristofori, secondo cui il soggetto, proveniente da “un humus culturale scadente”, avrebbe “pensato di trovarsi davanti una ragazza ‘facile’, visto l’atteggiamento della giovane”. Questa la tesi della difesa, riportata da “BolognaToday”, che continua:“(A. Dhabi) era talmente alterato da alcol e droghe che, come lui stesso ha detto, non era in grado di avere un rapporto sessuale”.

Il giudice Valentina Tecilla ed i membri del collegio del tribunale hanno quindi respinto la richiesta del pubblico ministero Roberto Ceroni, che aveva domandato una pena pari a 6 anni di reclusione per il 26enne.

A. Dhabi è stato assolto con formula dubitativa dall’accusa di violenza sessuale e condannato per il solo furto del cellulare della ragazza.

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