Chiesa allo sbando, arcivescovo di Pisa choc: “La moschea si deve fare subito”. Esplode la bufera politica


 – Bufera a Pisa dopo che l’arcivescovo ha incontrato i politici locali nella sede del Comune. Monsignor Giovanni Paolo Benotto, martedì 26 marzo, ha partecipato ad una seduta del Consiglio Comunale della città della Torre pendente ed ha “aperto” alla costruzione della moschea e all’accoglienza dei migranti. Parole non gradite dal centrodestra, che l’anno scorso ha vinto le elezioni. Apprezzamento, invece, dalle forze di sinistra (leggi l’articolo su L’Arno.it).

Dopo i saluti del presidente del Consiglio Comunale, Alessandro Gennai, hanno preso la parola il sindaco, Michele Conti (Lega) e l’arcivescovo Benotto. Subito dopo sono intervenuti tutti i capigruppo. Nelle parole che i rappresentanti delle forze di sinistra hanno rivolto al vescovo è stato toccato uno dei temi caldi della campagna elettorale dell’anno scorso, che ha portato alla vittoria del centrodestra, la moschea. Ed è qui, su questo tema, che per anni ha diviso – e tuttora divide – la città, che monsignor Benotto ha esortato l’amministrazione comunale a far costruire la moschea.

“Questa amministrazione – ha detto Benotto – si impegni perché la moschea sia fatta”. Ha poi ribadito che non è solo una questione di libertà di culto, ma anche di libertà religiosa, “che riguarda la capacità di esprimersi liberamente”. Sul tema migranti l’arcivescovo ha detto che “accoglienza, integrazione, riscoperta dell’altro sono temi da affrontare con il dialogo”. Ed ha esortito ad uscire dall’individualismo esapserato e dalla chiusura verso l’altro, basata sulla paura.

Nel suo intervento il sindaco Conti non ha polemizzato, si è limitato a dire che il Comune, legittimato dal mandato ricevuto dagli elettori, è impegnato su un programma “che spesso ci porta ad operare fianco a fianco con la Chiesa nella lotta alla povertà”. Su questo, come sui giovani e il lavoro, rivolgendosi all’arcivescovo Conti ha detto: “Sono temi che ci avvicinano e su di essi troveremo sinergie, se lo vorrà”. Ultime tre parole molto significative. Il sindaco di Pisa non chiude la porta alla Chiesa pisana, dice che è pronto a lavorare insieme ad essa. Sta alla Chiesa (e al suo capo) decidere cosa fare.

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