Chef Rubio attacca la piazza di Meloni: “Perché la polizia non li ha prestati, schedati o gonfiati di botte?”


di Marta Lima – L’odio, l’arroganza, la cieca ideologia politica. C’è tutto questo dietro il delirante post di Chef Rubio, a secolo Gabriele Rubini, ex rugbista, personaggio televisivo e cuoco italiano, noto in quest’ultima veste come conduttore di Unti e bisunti in onda su DMAX con lo pseudonimo di Chef Rubio. Un vip o pseudo-tale in cerca di pubblicità, visto che ricorrenti sono i suoi interventi nel campo della politica, sempre e solo con “provocazioni” becere nei confronti del centrodestra. Come se volesse farsi notare a tutti i costi.

Il suo ultimo post su Twitter è davvero triste, insensato, gratuito. «Perché nessuno è stato pistato (pestato ndr) come l’uva? Perché nessun manifestante è stato perquisito, schedato e/o gonfiato di botte? Semplice: perché non c’erano Forze dell’ordine avvelenate o schierate. Evidente disparità di trattamento in base all’ideologia politica…». Un messaggio che vuole sottintendere come la polizia non vada troppo per il sottile solo quando si trova di fronte manifestanti di sinistra. Il tutto condito da una hashtag da delirio: #dittatura.

Solo qualche giorno fa Chef Rubio aveva sfoderato un’altra provocazione delle sue inviando la “massima solidarietà a Fabio Sanfilippo”,il  giornalista di Radio Rai che rivolgendosi a Matteo Salvini aveva scritto “tempo sei mesi e ti spari”, tirando in ballo anche la figlia piccola del leader leghista.

L’indignazione dei poliziotti

Su quell’invito a “menare” la gente accorsa in piazza per contestare il governo giallo-rosso, interviene anche il sindato di polizia con una dura nota. «Con tutti i problemi e le criticità che il Paese si trova ad affrontare, e con esso l’intero sistema sicurezza, quello che veramente risulta di troppo è dover assistere al fastidioso e sconcertante comportamento di chi si mette a sentenziare sulla bontà dell’operato delle Forze dell’ordine, sulla legittimità del loro ruolo, sulla professionalità della loro azione, sulla indiscussa lealtà dei loro appartenenti, oltre tutto senza la pur minima competenza in materia. Oggi ci troviamo a replicare, nostro malgrado, all’incredibile, irresponsabile, diffamatoria uscita di chef Rubio che, andando al di là di ogni limite della sfrontatezza, accusa donne e uomini in divisa di non aver picchiato i manifestanti presenti ieri a Roma. L’assurdità di tale affermazione non necessita di alcun commento, eppure un tale atteggiamento non deve passare inosservato, come fosse assolutamente normale poter gettare fango e discredito sugli appartenenti alle Forze dell’ordine», dice  Valter Mazzetti, segretario generale dell’Fsp Polizia di Stato.

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