Catanzaro, “artista” crea un’opera “buonista” pro-migranti: ma gliela distruggono subito dopo l’installazzione


Di Cristina Gauri – Catanzaro, 6 ago – Non è piaciuta a Catanzaro l’installazione “artistica” galleggiantedal titolo Si Salvini chi puo, che l’aspirante artista Marco Raffaele aveva ancorato nelle acque antistanti il quartiere Lido. Un’opera che, a detta del suo creatore, avrebbe dovuto far riflettere sul problema dell’immigrazione, declinato ovviamente in salsa anti-leader del Carroccio.

Ma qualcuno gli ha rotto le uova nel paniere. E’ successo ieri, alle prime luci dell’alba, quando il ragazzo ha calato in mare l’installazione, per non disturbare i bagnanti che sarebbero arrivati di lì a poco:”Con l’aiuto di un amico sono sceso in spiaggia che era ancora  buio e insieme abbiamo fissato in acqua il gommone, parte integrante dell’opera – ha raccontato a Catanzaroinforma – poi mi sono allontanato per un po’ di tempo in attesa dell’arrivo dei primi bagnati, al loro arrivo sono tornato per osservare la reazione che potevano avere al primo impatto con l’opera e ho constatato la spiacevole sorpresa.”

“Sono solo umano”

L’opera galleggiante, infatti aveva preso il largo perché qualcuno aveva tagliato i cavi di ormeggio. Raffaele, per poterla recuperare e constatarne il danno ha dovuto noleggiare un gommone: “Non so chi abbia potuto compiere questo gesto, fatto sta che le funi che tenevano il gommone risultano tagliate, con molta probabilità con lo stesso coltellino che componeva la mia opera”.  L’opera, infatti, era formata da “un gommone che racchiudeva al suo interno tante mani, quelle dei profughi che chiedono aiuto in mare, un volto con i colori del tricolore italiano teneva invece in pugno un coltello ad indicare il destino a cui sono condannati questi uomini se non vengono accolti”. Evidentemente a qualcuno non è andata giù questa interpretazione progressista del fenomeno degli sbarchi. “Io non sono né di destra, né di sinistra, sono solo umano – ha continuato – se ho realizzato quest’opera è per poter far riflettere su un tema che mi sta a cuore. Che fine ha fatto il senso di umanità? Perché non dobbiamo aiutare il nostro prossimo? Perché lasciare morire tanti uomini in mare?”.

Di Cristina Gauri 

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