Il caso Morisi? Un agguato politico premeditato: fuga di notizie a 5 giorni dalle elezioni. Ma la procura si chiama fuori



Da Libero Quotidiano – Da chi è partita la notizia su Luca Morisi che è poi diventata di dominio pubblico e soprattutto un pesantissimo caso politico? La procura di Verona e i carabinieri si sono chiamati fuori, assicurando di non essersi fatti sfuggire nulla: l’ipotesi più accreditata è che la spifferata sia arrivata da ambienti politici con l’obiettivo di colpire la Lega e soprattutto Matteo Salvini, tra l’altro a ridosso delle elezioni amministrative.

La procuratrice di Verona, Angela Barbaglio, è apparsa piuttosto seccata al Corriere della Sera in merito alle accuse di aver diffuso la notizia riguardante Morisi: “Chi dice cose tanto assurde dovrebbe anche spiegare qualche sarebbe stato il nostro interesse. Altrimenti è solo un insulto all’intelligenza delle persone”.

Il mago della comunicazione di Salvini aveva lasciato l’incarico un mese e mezzo fa, dopo aver subito una perquisizione da parte dei carabinieri nel suo appartamento in un paesino del veronese. Adesso, a pochi giorni dal voto nei comuni italiani, è in corso una campagna mediatica e giudiziaria contro Morisi e di riflesso contro Salvini.

La procuratrice ha però precisato a chiare lettere di non c’entrare nulla con la fuga di notizie: “Ho l’assoluta certezza che nulla è stato detto da noi e posso assicurare che nulla è stato detto dai carabinieri. Trattiamo questo fascicolo come gli altri. Peraltro si tratta di una storia banale che risale alla scorsa estate. La perquisizione è avvenuta a metà agosto, che motivo avremmo avuto di far uscire adesso la notizia? Noi siamo estranei a tutto ciò che sta accadendo in queste ore”.

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