Casal Bruciato, 80enne italiana rischia di essere sbattuta fuori casa: scoppia una nuova rivolta dei residenti




di Fabio Marinangeli – Casal Bruciato di nuovo sotto i riflettori. Stavolta protagonista la signora Maria Pia, 80enne italiana, legittima assegnataria dell’appartamento al 27 di via di Casal Bruciato che avrebbe dovuto lasciare la sua casa per un ordine di sfratto a causa di un debito pregresso. «Al momento lo sgombero sembra sia stato rimandato – spiega all’Adnkronos Giacomo Gresta, responsabile Asia Usb sul posto con un presidio – A noi però non basta, vogliamo sia definitivamente annullato perché la signora è legittima assegnataria e la sua morosità è dovuta a uno stato di disagio, vedova e ormai sola. Noi come sindacato – aggiunge – abbiamo fatto il piano di rientro perché aveva un debito pregresso. Ma ha bisogno di un aiuto, di un’assistenza dal Comune per pagare. Ci stiamo organizzando con gli abitanti per aiutarla e non la lasceremo sola».

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«Mi hanno buttata in mezzo a una strada, sola e senza un posto dove andare. Mi è stata promessa una casa dall’assessore Rosalba Castiglione e ad oggi, dopo 60 anni di lavoro (ho iniziato a 8 anni quando sono rimasta orfana), mi ritrovo a elemosinare posti letto a casa di amici». Annamaria Di Pisa, 69 anni il prossimo 4 giugno, è una donna italiana oggi a Casal Bruciato in solidarietà all’anziana che rischia lo sfratto. «Quando sono andata via da Milano, dove per 20 anni ho lavorato come cuoca, sono andata ad abitare insieme a mia suocera disabile in un appartamento in viale della Venezia Giulia 141, a Casal Bertone – racconta Anna Maria -. Quando è morta, mi hanno mandato la lettera di sfratto e a settembre del 2018 sono arrivati in 50 tra poliziotti e carabinieri per portarmi via».

«Erano le 7,30 del mattino – racconta la donna – non ho aperto e ho chiamato aiuto. I ragazzi di Asia, corsi a scongiurare lo sgombero, hanno provato a impedire l’ingresso nel palazzo delle forze dell’ordine, 4 sono stati arrestati. Mi hanno convinta a uscite con l’inganno, dicendomi che avrei potuto fare ricorso, intanto mi hanno portato in una casa d’accoglienza dove eravamo in 6 in una camera. Mi sono incatenata in Campidoglio, la Castiglione mi ha promesso che mi avrebbe sistemata, avendo passato i 65 anni, ma non posso fare domanda per una casa perché sfrattata. Ora vivo con un’amica, con 429 euro di pensione dopo una vita intera a lavorare».

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