Calci, schiaffi e pugni in faccia a due agenti. Giudice dispone la perizia psichiatrica per un rapinatore del Mali




 – Calci, schiaffi e pugni in faccia a due agenti. Così, lo scorso 24 aprile, un immigrato maliano, con precedenti per rissa e rapina, aveva aggredito brutalmente due poliziotti a Piacenza. Processato per direttissima con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, lo straniero era finito in carcere nel giro di poche ore. Ma, adesso, lo scenario giudiziale potrebbe cambiare.


Ieri, infatti, il giudice incaricato del caso, Sonia Caravelli, in accordo con il pm Antonio Rubino, ha disposto una perizia psichiatrica per valutare se, nel frangente dell’aggressione, l’imputato fosse realmente in grado di intendere e volere.

I fatti risalgono, per l’appunto, a tre mesi fa. Erano pressappoco le 5 del mattino quando due agenti sono accorsi in piazza Marconi, in pieno centro storico, per sedare una zuffa tra due persone. A richiedere l’intervento delle forze dell’ordine, era stato proprio uno dei due litiganti, un clochard 43enne originario di Cagliari, vittima di molestie inspiegabili da parte di uno straniero. Giunti in loco, i due ufficiali si sono trovati alla presenza di un immigrato visibilmente furibondo e alterato. Dapprima gli insulti, poi i calci, gli schiaffi e i pugni a pieno volto. L’uomo era esploso in tutta la sua sfrenata iracondia contro gli agenti, procurando persino la rottura del setto nasale ad uno dei due. Subito dopo l’accaduto, l’aggressore era stato portato in questura e processato per direttisima con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Da lì, l’arresto e il trasferimento nel carcere di Piacenza.

Da una prima indagine psichiatrica, l’imputato risulterebbe affetto da una forma di psicosi paranoide con tendenze misogine. Ad ogni modo, sarà solo un’ulteriore verifica, richiesta dall’avvocato difensore del maliano, Carlo Prandi, a chiarire la possibilità di un eventuale stato di interdizione. Il medico legale a cui è stata affidata la perizia è Filippo Lombardi. L’udienza è stata rinviata a settembre.

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