Boschi e Renzi oltre il ridicolo: mozione di sfiducia per far fuori Matteo Salvini. Ma diventerà un boomerang


di Leo Malaspina – Proprio lei, che nel 2015 era stata oggetto di una mozione di sfiducia dei grillini per la vicenda di Banca Etruria, quando era ministro (mozione respinta dalla maggioranza) esce allo scoperto per provare a fare fuori Matteo Salvinisfruttando un presunto asse politico in atto tra M5S e Pd. «Salvini fugge dal Parlamento. Il M5S tiene come sempre i piedi in due staffe. C’è solo un modo per essere seri: presentare oggi stesso una mozione di sfiducia a Salvini alla Camera.

Così scopriremo finalmente che cosa dirà Salvini e come voteranno i grillini», scrive Maria Elena Boschi in un Tweet rilanciato anche da Matteo Renzi, che commenta: «E anche stamattina tutti i giornali a parlare di crisi di governo. I due vice che si insultano tramite interviste parallele. Il premier inesistente che scrive lettere. Ma mentre loro fanno questo, c’è qualcuno che segue i dossier? C’è qualcuno che lavora? Macché, litigano dalla mattina alla sera! Che barba, che noia», scrive Matteo Renzi sulla sua pagina Facebook. «Sono in grado di governare? Governino. Hanno rotto? Si vada in Parlamento, si certifichi la crisi e si torni a votare. Ma basta con questa telenovela di terza categoria. L’Italia non merita questa pagliacciata permanente», aggiunge il senatore del Pd.

La sfiducia che rischia di diventare un boomerang

Un’ipotesi, quella della mozione di sfiducia, che il Pd sta valutando ma che rischia, come spesso accade quando non si hanno i numeri, di trasformarsi in un boomerang e di rafforzare la maggioranza: «Vediamo se gli inviti e i solleciti del presidente della Camera, del presidente del Consiglio ricevono in risposta anche oggi solo battute o se si ricorda che la trasparenza è un suo dovere. Deve solo dire il giorno in cui verrà a spiegare, non è un grande sforzo per un capitano coraggioso», dice il capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio interpellato dall’Adnkronos.
Ieri il capogruppo al Senato, Andrea Marcucci, aveva frenato: «Valuteremo ciò che verrà a dirci il premier Conte in aula sui rapporti della Lega con la Russia, lo stesso ministro Salvini non potrà sfuggire alla pressante richiesta di andare a riferire alla Camera. Vedo che dalle fantasie e dai pettegolezzi, siamo passati ad una inchiesta giudiziaria che ipotizza il reato di corruzione internazionale. In questa fase non si può escludere nulla, sulla base di ciò che ascolteremo, decideremo, come ha detto il collega Delrio, anche se presentare o meno una mozione di sfiducia al ministro Salvini».

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