Bologna, graffito dei centri sociali istiga alla violenza contro i poliziotti. Ma non si può cancellare, è “arte”


 -Un murales che inneggia alla violenza contro la polizia. Scudi per terra degli agenti, fuoco e fiamme e antagonisti incappucciati che avanzano con fare minaccioso. Ecco l’arte secondo la Soprintendenza ai beni culturali. A Bologna è scoppiato un vero e proprio caso attorno allo sgombero di un immobile occupato abusivamente dai centri sociali in via Fioravanti.

La polemica però non riguarda l’occupazione ma di fatto il gigantesco murales che campeggia sulla struttura. Da circa 20 anni gli antagonisti dell’xm24 occupano abusivamente quegli spazi. E come sottolionea ilGiorno, in Giunta hanno appreso con stupore le prescrizioni dei tecnici dei Beni Architettonici. Al posto dell’immobile il Comune vorrebbe realizzare alcuni palazzi in co-housing da dedicare alle famiglie in difficoltà. Ma il nuovo progetto dovrà tenere conto appunto del vincolo della Soprintendenza che chiarisce la sua posizione: “La soluzione progettuale prevede la conservazione delle facciate nord ed est senza alterazione delle aperture e mantenimento delle pitture murali esistenti quali espressione di Street art“.

Parole chiare che hanno scatenato immediatamente la polemica nella città rossa. Il centro sociale finora ha rifiutato qualunque soluzione che possa prevedere lo sgombero e il trasferimento delle attività in un altro luogo da individuare. Ma lo sgombero comunque dovrebbe avvenire prima della fine dell’estate. Con il vincolo della soprintendenza però il Comune si trova in difficoltà per dar seguito al suo progetto. E qui potrebbe arrivare un assist dalla Leghista Lucia Borgonzoni, attualmente sottosegretario alla Cultura. La Soprintendenza di Bologna infatti deve rispondere al ministero e dunque su questo fronte potrebbe spuntare il soccorso leghista. Il Carroccio da sempre infatti ha combattuto sul territorio per dar seguito allo sgombero del centro sociale di Bologna.

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