Bocciata la risoluzione anti-Putin all’Onu contro le annessioni: Cina, Brasile, India e Gabon si astengono



Gavriil Grigorov, Sputnik, Kremlin Pool Photo via AP

da Il Primato Nazionale – Roma, 1 ott – La mozione presentata dagli Stati Uniti d’America e Albania contro i referendum portati avanti dalle province ucraine di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia per l’annessione da parte della Russia di questi territori è stata bocciata grazie al veto di Mosca, mentre Cina, Brasile, India e Gabon si sono astenuti. È arrivato quindi lo stop alla risoluzione al consiglio di sicurezza dell’Onu, a riprova dei delicati equilibri nazionali e con uno scenario che impone una riflessione sulla funzionalità di tali organismi sovranazionali.

Occidente contro le annessioni

Il consigliere per la sicurezza nazionale americana, Jake Sullivan, ha affermato in una conferenza stampa che “I militari americani in Europa sono pronti ad ogni evenienza”, aggiungendo inoltre “Non vediamo al momento nessuna minaccia imminente sull’uso di armi nucleari da parte da Mosca ma continuiamo a monitorare la situazione in modo molto serio.

Sulla Nato gli Stati Uniti hanno una politica della porta aperta, ma per il momento sosteniamo Kiev a difendere il proprio territorio”. Nel mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto nuovamente in modo insistente di accelerare la procedura di annessione di Kiev nella Nato, un modo che implicherebbe a sua volta una pericolosa radicalizzazione del conflitto. Lo stesso Jens Stotenberg, segretario generale dell’Alleanza atlantica, ha frenato sottolineando: “L’ingresso di un paese nella Nato deve essere deciso dagli alleati all’unanimità”.

L’Europa sempre meno protagonista

Sempre di più vediamo alzarsi la tensione tra le due superpotenze, con botta e risposta che non lasciano intravedere spiragli positivi. La costante rimane sempre la condizione di completa sottomissione dell’Europa nei confronti delle decisioni della Nato e dell’Ue, suo fedele cane da guardia. Con l’acuirsi del conflitto e della crisi energetica ed economica che ne consegue, l’incapacità europea di intraprendere una strategia autonoma e indipendente a difesa dei propri soli interessi, porterà sicuramente ad esiti disastrosi.

Andrea Grieco

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