Benevento, rifiuta di “pagare in natura” un passaggio in auto: ivoriano pesta e stupra una donna di 31 anni





Di Cristina Gauri – Benevento, 26 gen — A molti dei ragazzoni provenienti dal sud del mondo e arrivati in Italia a bordo delle navi Ong non è ancora chiaro il concetto che la donna e il suo organo sessuale non vanno utilizzati come una moneta di scambio per ripagare fantomatici «favori»: una nozione che l’ivoriano protagonista-aguzzino di questa vicenda farebbe bene ad assimilare.

Ivoriano stupra connazionale: “Ripagami del passaggio”

Secondo quanto riportato dal Mattino l’immigrato, 31 anni e residente a Benevento, è finito in manette per violenza sessuale e lesioni aggravate ai danni di una connazionale. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri della stazione di Airola dopo una serie di indagini scattate a seguito della denuncia della vittima. Era stato un passante, attimi dopo l’aggressione, a trovare la donna mentre camminava sul ciglio della strada, a piedi nudi e in stato di choc per lo stupro subito.


L’aggressione

Dopo avere ascoltato il racconto dell’ivoriana l’uomo aveva prima allertato i militari dell’Arma, che giunti sul posto avevano richiesto l’intervento dei sanitari del 118. Il personale sanitario a bordo dell’ambulanza aveva quindi prestato i primi soccorsi alla donna, accertando la presenza sul volto e sul collo di alcune ferite da graffio, nonché la tumefazione dell’occhio e dello zigomo destro. La vittima aveva quindi riferito di essere stata stuprata dal 31enne ivoriano mentre si trovavano sull’auto di lui, di rientro da un viaggio a Napoli.

Qui lo stupratore aveva preteso di essere ripagato «in natura» come compenso per avere accompagnato la vittima nel capoluogo campano. Al rifiuto della donna il 31enne l’aveva accostato costringendola ad avere un rapporto sessuale contro la sua volontà, impedendole di urlare o ribellarsi. Il tutto finché lei si era riuscita a divincolare dalla presa del suo aggressore e a precipitarsi fuori dall’abitacolo, scappando scalza lungo la strada.

Gli investigatori hanno individuato l’aggressore grazie anche all’analisi dei fotogrammi delle telecamere di videosorveglianza della Valle Caudina, che ha permesso di trovare riscontri in merito al transito dell’auto sulla quale viaggiavano l’ivoriano e la sua connazionale.

Cristina Gauri

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