Attacchi alla Lombardia, Beccalossi: “La sinistra pensi ai suoi aperitivi antirazzisti e alle visite ai ristoranti cinesi”


Di Angela De Rosa – Milano, 27 apr – A Milano, nei primi giorni dell’epidemia, Zingaretti, insieme al sindaco Sala, organizzava aperitivi contro il razzismo e il sindaco Gori invitava i bergamaschi a uscire a cena e a non aver paura. Mentre il presidente Conte escludeva rischi per l’Italia, in Lombardia la situazione iniziava a farsi critica fino al punto da diventare “zona rossa”. Da parte di chi prima minimizzava, inizia il tiro al bersaglio nei confronti del presidente Fontana e dell’assessore al Welfare ma, soprattutto, a essere sotto processo sono il modello sanitario lombardo, che non si sarebbe rivelato efficace, ma anche la gestione dell’emergenza da parte della Regione, come ad esempio la scelta di trasferire pazienti infetti nelle Rsa o la costruzione dell’ospedale in Fiera. Per capirne di più, ne abbiamo parlato con Viviana Beccalossi, consigliere regionale lombardo, eletta con Fratelli d’Italia e ora nel gruppo misto al pirellone.

Che cos’è il modello sanitario lombardo contro cui si sono scagliati esponenti politici regionali e nazionali, fino ad indicarlo tra le cause che ha portato la regione ad essere tra le zone più colpite dal Covid-19?

Da vent’anni, a partire dalla prima riforma Formigoni voluta dall’allora assessore alla sanità di Alleanza Nazionale, Carlo Borsani, il nostro sistema sanitario ha offerto a tutti, compreso chi non avrebbe potuto permetterselo, la possibilità di accedere alle strutture accreditate e quindi, di scegliere dove farsi curare a parità di costo. Abbiamo messo sullo stesso piano pubblico e privato a beneficio del paziente. E’ lo stesso modello che, se per alcuni ha consegnato ai lombardi una sanità allo sfascio e disorganizzata, sono pronta a scommettere, tornerà a fine emergenza, a salvare migliaia di persone provenienti da tutta Italia.

Quindi, si può dire che nel quadro del Sistema Sanitario Nazionale il modello Lombardia, dove il servizio pubblico integra i servizi statali e privati convenzionati, si conferma un’eccellenza?

Se gli ospedali lombardi ogni anno ospitano oltre 150.000 pazienti da altre regioni, è segno che la nostra sanità vanta una qualità superiore all’offerta nazionale e punte di eccellenza riconosciute a livello mondiale. Migliaia di questi italiani non vengono in Lombardia solo per interventi salva-vita, ma anche per essere sottoposti, solo per fare alcuni esempi, a operazioni alla cataratta o per protesi all’anca. Evidentemente, anche per prestazioni ordinarie i cittadini non riescono a trovare adeguate risposte nelle loro regioni. Ciò detto, è chiaro che la pandemia ha evidenziato criticità e sarebbe folle non trarre insegnamento dal dramma vissuto per porvi rimedio. (…)

Alcuni sindaci, tra cui quello di Bergamo Giorgio Gori candidato del centrosinistra alle ultime elezioni regionali, non hanno risparmiato attacchi alla gestione dell’emergenza da parte della Regione. C’è qualcosa di fondato?

Premetto che Gori, come centinaia di sindaci lombardi di ogni colore politico, ha tutta la mia solidarietà umana per aver dovuto gestire in prima persona un’emergenza impensabile fino a due mesi fa. Proprio per questo, però, le sue dichiarazioni non sono accettabili. Ricordiamoci che Gori stesso ha fatto mea culpa per aver sottovalutato il problema nella fase iniziale. Così come, a Brescia, il sindaco Del Bono visitava i ristoranti cinesi chiedendo ai miei concittadini di continuare a svolgere la vita di sempre e che la Fiera di San Faustino, che richiama in città decine di migliaia di persone, si è svolta a metà febbraio e successivamente è stata definita dal prof. Francesco Castelli, membro della task force di esperti nominata dalla Regione, “un’inconsapevole miccia epidemica”. Non dimentichiamo, altresì, la partita Atalanta-Valencia con cinquantamila bergamaschi a San Siro, nella “Milano non si ferma” del sindaco Sala, degli aperitivi sui Navigli di Zingaretti che si è poi ammalato qualche giorno dopo. Credo, o almeno spero, che quando tutto questo sarà alle spalle, ci sarà tempo per separare le colpe effettive dagli attacchi politici, anche se a occhio e croce la verità in tasca non l’aveva nessuno, nemmeno purtroppo molti virologi che si sono contraddetti più volte.

Di Angela De Rosa

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