Arezzo, toga rossa calpesta la responsabilità genitoriale: ok al vaccino a un 16enne nonostante il no del padre


Di Ludovica Colli – Arezzo, 20 set – Voleva vaccinarsi, ma il padre era contrario: giudice dà ragione a 16enne (e alla madre) e lo fa vaccinare d’urgenza. Una sentenza senza precedenti e che farà discutere quella del giudice tutelare di Arezzo, che ha accolto il ricorso del legale del ragazzino.

Il giudice infatti ha disposto che il personale dell’accettazione dell’hub vaccinale acquisisca prima di procedere sia il suo consenso che quello del genitore favorevole. “Si tratta di una sentenza clamorosa – esulta l’avvocato Baldini, presidente dell’associazione avvocati matrimonialisti della Toscana -, in pratica una sentenza penale in ambito civile su questioni che riguardano i vaccini“.

Giudice dispone la “surroga” del padre e fa vaccinare d’urgenza 16enne

Quello che è clamoroso, nella decisione del giudice di far vaccinare un 16enne contro la volontà di uno dei due genitori, è la vaccinazione a tempo record. “Solitamente – precisa sempre Baldini – il giudice, se accoglie il ricorso, chiede al ricorrente che notifichi ricorso alla controparte, fissa l’udienza, la fa e poi decide”.

“In questo caso invece – sottolinea ancora – ha emesso una sorta di misura cautelare, ha disposto la necessità e urgenza di fare il vaccino senza fare l’udienza. Una cosa che non si era mai vista in ambito civile”. In sostanza, il giudice ha dato ragione alla mamma del ragazzino, “surrogando” il papà. Il tutto per accontentare il 16enne del Casentino che voleva vaccinarsi a tutti i costi.

Al ragazzetto serviva il consenso di entrambi i genitori

“Voglio fare sport, voglio andare in discoteca e ai concerti, voglio fare la vita di tutti i ragazzi della mia età, tornare alla normalità”. Così, come riporta La Nazione, il ragazzetto motivava la sua volontà a farsi il vaccino (invece del tampone, aggiungiamo noi) contro la volontà del padre. I genitori del 16enne sono separati e al ragazzetto serviva il consenso di entrambi. Ecco perché il giovane pur di ottenere quanto voleva si è rivolto a un avvocato per far intervenire il giudice e bypassare la volontà del padre.

Ludovica Colli

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