Ancora stucchevole propaganda di Bergoglio: “Porti aperti. Per Dio nessuno è straniero”

 – Nel corso della mattinata di oggi, papa Francesco ha celebrato una messa per i migranti in funzione del sesto anniversario della sua visita apostolica nell’isola di Lampedusa. Jorge Mario Bergoglio ha voluto così ribadire la sua vicinanza a coloro che cercano di raggiungere le nostre coste, pochi giorni dopo quanto avvenuto attorno al caso della Sea Watch 3 nel mar Mediterraneo, che il Santo Padre ha spesso chiamato “cimitero della contemporaneità”.

In questo sesto anniversario della mia visita a Lampedusa il mio pensiero va agli ultimi che ogni giorno gridano al signore chiedendo di essere liberati dai mali che li affligono“, ha esordito, nel corso dell’omelia, il vescovo di Roma. Il passaggio cruciale dell’intervento è stato quello in cui il sudamericano ha ricordato come per Dio nessuno possa essere definito “straniero”.

Poi il pontefice argentino ha lanciato un monito su quanto accade ogni giorno nelle “periferie esistenziali”, dove per Bergoglio risiedono le vittime della “cultura dello scarto”. È stata richiamata più volte l’immagine biblica della scala: “Viene spontaneo riprendere l’immagine della scala di Giacobbe”. E ancora:“In Gesù Cristo – ha continuato l’ex arcivescovo di Buenos Aires – il collegamento tra la terra e il Cielo è assicurato e accessibile a tutti. Ma salire i gradini di questa scala richiede impegno, fatica e grazia. I più deboli e vulnerabili devono essere aiutati”. Poi ha spiegato quale dovrebbe essere il ruolo esercitato dai cristiani all’interno di queste dinamiche: “Mi piace allora pensare che potremmo essere noi quegli angeli che salgono e scendono, prendendo sottobraccio i piccoli, gli zoppi, gli ammalati, gli esclusi: gli ultimi, che altrimenti resterebbero indietro e vedrebbero solo le miserie della terra, senza scorgere già da ora qualche bagliore di Cielo”.

Vale la pena rimarcare come la messa del Santo Padre fosse dedicata anche a coloro che operano nel settore dell’accoglienza dei migranti. Durante la prima intenzione di preghiera, è stata ventilata anche l’immagine del “porto sicuro e aperto”. Il Vaticano, insomma, continua a chiedere che gli “ultimi” vengano percepiti anzitutto per quello che sono, e cioè “persone”. Tra coloro che hanno preso parte a questa celebrazione, possono essere annoverati anche molti cittadini lampedusani, che in queste ore hanno rilasciato delle testimonianze: hanno ringraziato il romanio pontefice, ma hanno pure sottolineato – come riportato dall’Agi – come il clima, nel corso di questi ultimi anni, sia cambiato.

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