Anche gli Stati Uniti smentiscono Burioni: i vaccinati non ostacolano la diffusione del contagio Covid


Di Michele Crudelini – Il vaccino ostacola il contagio? Una domanda che secondo i virologi che monopolizzano gli spazi televisivi italiani avrebbe una sola risposta certa. Secondo Roberto Burioni infatti: “Il vaccino protegge i vaccinati e ostacola il contagio.

Chi si vaccina rende più sicura la sua comunità. Questo è un fatto. Chi vi dice il contrario o è un somaro o è in malafede o entrambe le cose”. Parole nette e dure, che però diventano di difficile lettura osservando l’andamento dei contagi di alcuni Paesi.

Dal Singapore agli Stati Uniti

Vi avevamo dato conto dello strano caso del Singapore, Paese con altissimo numero di vaccinati con doppia dose, che però ha registrato proprio ora il più alto picco di contagi dall’inizio dell’emergenza. Discorso analogo può essere applicato a Israele, dove nel pieno della campagna vaccinale si è registrato, anche lì, la curva più alta di contagi dall’inizio dell’emergenza.

A questi due casi, che potrebbero apparire così isolati, si aggiunge ora quello degli Stati Uniti. Perché pare che negli Stati americani dove si è raggiunto il più alto livello di vaccinazione, la casistica sia analoga a quella del Singapore e di Israele, registrando un picco di contagi.

Prendiamo per esempio il Vermont, dove la percentuale di vaccinati con doppia dose è arrivata alla soglia del 70% proprio negli ultimi giorni. E sempre negli ultimi giorni in Vermont si è registrato un picco di contagi, anche in questo caso si tratta della curva più alta registrata dall’inizio dell’emergenza sanitaria.

Picchi di vaccinazione e di contagi

Analogo discorso può essere applicato allo Stato del Maine, dove il livello di vaccinazione con doppia dose è arrivato a sfiorare il 70% della popolazione totale. E anche nel Maine ad un più alto tasso di vaccinazione è corrisposta la più alta curva di contagi dall’inizio dell’emergenza sanitaria.

E incredibilmente lo stesso discorso può essere sovrapposto con la Florida, dove tra la fine di luglio e settembre si è registrata un’impennata delle vaccinazioni, arrivando a coprire quasi il 60% delle persone con doppia dose. Esattamente nello stesso periodo lo Stato americano ha segnato, anche in questo caso, il picco di contagi, che è poi anche corrisposto ad un aumento di decessi come non si era visto dall’inizio dell’emergenza sanitaria.

Anche l’Oregon e lo Stato di Washington sembrano seguire questa strana anomalia. Con un tasso di vaccinazione con doppia dose che ha superato ormai il 60% e un picco di contagi che sembra perfettamente sovrapponibile alla campagna di somministrazione del farmaco anti Covid.

Tutte queste anomalie sommate ai recenti dati dell’ISS che testimoniano un incremento di ricoveri e decessi tra gli over 80 vaccinati con doppia dose, sembrano suggerire un prudente freno rispetto all’entusiasmo sui vaccini di Burioni.

Questi farmaci sembrano infatti non garantire l’immunità sterilizzante e quindi non ostacolerebbero il contagio. E anche sulla durata dell’efficacia rispetto alla prevenzione individuale dalla malattia occorrerebbe fare un passo indietro.

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