Allora è proprio una fissa! Bergoglio: “Ricompaiono azioni tipiche del na*ismo. I governanti parlano come Hi*ler”


Di Davide Di Stefano – Roma, 15 nov – Quella di Papa Francesco per il nazismo sembra quasi una ossessione. Più precisamente Bergoglio non perde occasione per parlare di manifestazioni di “odio” presenti nella società odierna, che lo spingono spesso a prodursi in improbabili parallelismi con gli anni ’30. Lo aveva fatto quest’estate parlando del “sovranismo”, come un disco rotto ha ripetuto quasi le stesse cose oggi, durante l’incontro con i penalisti: “Si riscontrano episodi purtroppo non isolati certamente bisognosi di un’analisi complessa, nei quali trovano sfogo i disagi sociali sia dei giovani sia degli adulti. Non è un caso che a volte ricompaiano emblemi e azioni tipiche del nazismo”. 

Bergoglio, i governanti e i discorsi di Hitler

Papa Francesco punta poi il dito contro alcuni “governanti”, facendo probabilmente riferimento all’estero (Trump, Bolsonaro etc), i cui discorsi gli parrebbero simili a quelli del cancelliere del Terzo Reich. “Io vi confesso che quando sento qualche discorso di qualche responsabile del governo mi vengono in mente i discorsi di Hitler nel ’34 e nel ’36. Sono azioni tipiche del nazismo che, con le sue persecuzioni contro gli ebrei, gli zingari, le persone di orientamento omosessuale, rappresenta il modello negativo per eccellenza di cultura dello scarto e dell’odio. Occorre vigilare, sia nell’ambito civile sia in quello ecclesiale, per evitare ogni possibile compromesso, che si presuppone involontario, con queste degenerazioni”.

Bergoglio su carcere preventivo e legittima difesa

Il Pontefice ha poi affrontato temi più consoni alla platea che aveva di fronte: “La reclusione preventiva”, ha detto Bergoglio ai penalisti, “quando è imposta senza che si verifichino le circostanze eccezionali o per un periodo eccessivo, lede il principio per cui ogni imputato dev’essere trattato come innocente fino a che una condanna definitiva stabilisca la sua colpevolezza”. Papa Francesco ha poi condotto un affondo contro il principio della legittima difesa, al quale bisogna preferire il dialogo: “Il compimento di un male non giustifica l’imposizione di un altro male come risposta. Si tratta di fare giustizia alla vittima, non di giustiziare l’aggressore. Le nostre società sono chiamate ad avanzare verso un modello di giustizia fondato sul dialogo, sull’incontro “.

Di Davide Di Stefano

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