Alla “banda” di Soumahoro anche i soldi dell’Anci del Lazio: 10 milioni di euro per l’integrazione (la loro)


da Il Giornale – Dopo essere indagata per malversazione, ovvero per aver distratto sovvenzioni e finanziamenti pubblici, all’indirizzo di Marie Therese Mukamitsindo – suocera del deputato Aboubakar Soumahoro, è stata notificata anche l’indagine per truffa aggravata e fatturazioni false, operata dalla cooperativa Karibu e dal consorzio Aid di cui è a capo.

Chissà se, comprovate queste ulteriori malefatte, verrà chiarita anche la provenienza di circa 60 milioni di euro di fondi pubblici ricevuti per l’accoglienza degli immigrati. Fatto sta che a oggi la cooperativa Karibu è ancora titolare di un progetto attivo e in corso d’opera, su incarico dell’Anci Lazio per l’integrazione lavorativa sul territorio. Trattasi del progetto «Per.se.o.», finanziato con dal Fami (Fondo asilo migrazione e integrazione) per oltre 10 milioni di euro e di cui la cooperativa della Mukamitsindo risulta essere capofila per l’intero territorio laziale.

Certo nulla di più facile per attirare malcapitati migranti, speranzosi di integrarsi nel mondo del lavoro, seguire corsi di formazione, imparare l’italiano e ricevere un alloggio. Già, proprio coloro che la suocera di Soumahoro avrebbe dovuto aiutare ma che, stando alle denunce presentate e alle quali Procura di Latina e Fiamme gialle hanno dato seguito, venivano bistrattati, malpagati o letteralmente sfruttati gratis, alloggiati in residenze fatiscenti prive di luce e acqua. Eppure la fiducia in lady Mukamitsindo, malgrado più di una voce circolasse da tempo sul fatto che i migranti fossero indignati del trattamento loro riservato, continuava a produrre ovazioni dalle autorità locali e non solo.

Sarà stata anche per l’eco mediatica che ritornava spesso in merito al premio Moneygram Award ricevuto come imprenditrice immigrata dell’anno 2018 e consegnatole dall’ex presidente della Camera Laura Boldrini, sarà stato anche per il numero consistente di collaboratori italiani nelle cooperative di famiglia e dal ruolo di sindacalista di base ricoperto allora dal genero Aboubakar, fatto sta che quelle stesse imprese hanno ricoperto fino a due settimane fa un ruolo di primo piano nell’accoglienza e nei servizi ai richiedenti asilo del Lazio. Negli ultimi giorni Confcooperative ne avrebbe chiesto la cancellazione dagli elenchi regionali.

Il risultato di questa istanza potrebbe indurre allo scioglimento del consorzio Aid e quindi della cooperativa Karibu. Tuttavia, collegandosi al sito web, le peculiarità per gli aiuti ai migranti rimangono in bella mostra: «promozione, su tutto il territorio regionale di azioni per l’inserimento socio-lavorativo di persone titolari di protezione internazionale attraverso il rafforzamento del capitale sociale dell’individuo e del contesto in cui vive, coordinamento tra le politiche del lavoro, dell’accoglienza e dell’integrazione». Ma si offrono pure altre attività di particolare rilevanza: una sorta di sportello per mettere in relazione domanda e offerta di lavoro con tirocini e work experience, corsi di italiano L2 per la patente di guida, alfabetizzazione finanziaria, start up di impresa e addirittura un apposito servizio di supporto per l’autonomia abitativa e co-housing sociale di cui si rivendica una collaborazione con Rete casa-amica. Indubitabile; peccato che, oltre ai sostenitori della famiglia Soumahoro, a sinistra ci siano anche voci contrastanti: l’ex sindaco di Napoli, Luigi De Magistris afferma con evidente sicurezza che sia Fratoianni che Bonelli sapessero delle vicende poco chiare attorno alle coop.

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