Adesso Matteo Salvini teme il trappolone “rosso” in aula: i senatori ribelli pronti al governo con M5S, PD e FI




Non è così scontato percorrere la strada che porta verso il voto anticipato dopo l’estate. Secondo Franco Bechis, infatti, sarebbe già pronto “il trappolone” contro Matteo Salvini. Il direttore ne dà conto in un retroscena su Il Tempo, in cui spiega come al centro dell’intrigo vi sia il taglio dei parlamentari, la riforma tanto cara ai grillini. Proprio per questa riforma, Salvini ha scelto di rompere: dopo il voto del 9 settembre sarebbe rimasto invischiato almeno per un altro anno nel governo gialloverde, così come chiesto qualche settimana fa da Sergio Mattarella per seguirne l’iter. Le elezioni sarebbero slittate a maggio-giugno 2020, troppo in là. Senza considerare che la convivenza M5s-Lega fino a quel punto appariva davvero impossibile.


Ma prima di tornare alla riforma, sottolinea Bechis, bisogna ricostruire quanto accaduto nei giorni del voto sulla mozione sulla Tav, il pretesto con cui alla fine Salvini ha staccato la spina. Il leader della Lega aveva chiesto a Nicola ZingarettiSilvio Berlusconi di far uscire i loro senatori dall’aula: il quorum sarebbe sceso, sarebbe passata la mozione grillina anti-Tav con la sola Lega a votare contro e così Salvini avrebbe avuto una ragione limpida per motivare la crisi. Zingaretti e il Cav avevano accettato la proposta, ma gruppi di senatori ribelli hanno rifiutato di uscire dall’aula, spaventati dalla prospettiva del voto anticipato. Ma anche se non è andata come avrebbe voluto, Salvini ha ugualmente aperto la crisi.

Ed è sulla base di queste premesse che Bechis parla di trappolone. Già, perché il direttore sottolinea che a quegli stessi gruppi ribelli sulla Tav “potrebbe frullare ora in testa un’altra idea che sposti un po’ più in là nel tempo la loro defenestrazione dalla vita politica: dare la fiducia a un governo Giuseppe Conte bis. E darla contro le indicazioni dei propri leader perfino con un motivo nobile: votare la riforma che taglia i parlamentari insieme al M5s”, sottolinea il direttore. Il piano a cui sta lavorando Matteo Renzi. Una sorta di paradosso: la riforma del taglio dei parlamentari, vista come uno spauracchio in precedenza, ora potrebbe diventare il pretesto per allungare la legislatura. E per fregare Salvini. Ecco perché il trappolone è possibile. Ecco perché un nuovo governo potrebbe nascere in aula, in barba anche ai leader di partito, Zingaretti e Berlusconi

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