Accoglienza per tutti! Il ministro all'”invasione” Lamorgese dà il via libera a trafficanti, Ong e affaristi




di Martino Della Costa – Migranti, tutto da rifare. Il ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, sterza bruscamente a sinistra. E riguardo alla nomenclatura che disciplina la complessa materia dell’immigrazione torna a proporre le linee guida fissate dai governi Renzi e Gentiloni. Con un colpo di spugna ai decreti sicurezza fortemente voluti dal suo predecessore al Viminale, la titolare del dicastero di via de Pretis rimodula norme e codici in favore di flussi ininterrotti, sbarchi a oltranza, accoglienza coatta e cittadinanza concessa senza troppe traversie. Via libera dunque allo scorrazzare delle Ong su è giù per il Meditarraneo. Ad approdi garantiti. All’ospitalità indiscriminata. E tutto con l’Europa che gira la testa (e lo sguardo) dall’altra parte…

Migranti, tutto torna come ai tempi di Renzi e Gentiloni

Coordinate di riferimento di quella che Il Giornale, tra gli altri, ha opportunamente definito la «Restaurazione» della Lamorgese,  la cosiddetta «protezione speciale» e le procedure snellite e velocizzate per una più solerte concessione della cittadinanza saranno dunque ascissa e ordinata che, sul grafico dell’accoglienza a tutti i costi, segnano il nuovo passo per Ong e clandestini. Punti controversi che animano il dibattito che ha tenuto banco ieri al Consiglio dei Ministri. Punti controversi molto lontani dagli obiettivi enucleati tempo addietro dal presidente Mattarella.

Torna la “protezione speciale”: «Accoglienza a chiunque sbarchi»

Dunque, con la Lamorgese si torna a parlare di «protezione speciale». Una sorta di «protezione umanitaria» 2.0, rivisitata e corretta. Un provvedimento ignoto al resto dell’Europa che consentiva a tutti gli altri Paesi partner della Ue di regolarizzare clandestini e non anche in assenza delle condizioni previste dalla Convenzione di Ginevra. Un grimaldello giuridico che le Ong hanno sventolato e rivendicato fino alla sua abolizione, voluta e realizzata da Salvini che, provando a disciplinare la materia, attuò un giro di vite che scatenò la sinistra buonista dedita all’accoglienza tout court. Ebbene oggi, tutto da rifare: e come riferisce Il Giornale, «la nuova protezione speciale, voluta dalla Lamorgese si applicherà a casi di disagio psichico, vittime di tratta, grave vulnerabilità, nuclei familiari. Insomma tornerà a garantire l’accoglienza a chiunque sbarchi».

Cittadinanza, il contentino al mancato Ius soli

Sulla cittadinanza, invece, tutto si risolve con una supercazzola che girando intorno allo Ius soli e ammiccando a un più vago ius culturae ancora da approvare e su cui la sinistra buonista insiste da tempo immemore, la nuova disciplina in materia introdotta dal monistro dell’Interno punta a rispolverare vecchi codici basati sul principio del “silenzio-assenso” che, di fatto, imponevano di elargire la cittadinanza al termine di un tempo limite di 24 mesi dalle richieste formali laddove non siano state formalizzate contrarietà o riserve da parte dell’autorità statale.

Resettate le norme di Salvini: ecco cosa cambia su sanzioni e confische

Troppo restrittive e punitive le multe  fino a un milione di euro alle navi delle Ong che violano scientemente le acque territoriali italiane? Niente paura: con le nuove proposte firmate dal ministro Lamorgese, il Belpaese torna a chinare il capo allo strapotere delle associazioni umanitarie tornando ad applicare multe entro e non oltre i 50.000 euro. E un altro paletto è abbattuto… Per non parlare del tema della confisca delle navi delle Ong beccate a violare le acque territoriali: come riassume emblematicamente il quotidiano milanese diretto da Sallusti, basterà dire che «grazie alle modifiche della Lamorgese la confisca scatterà solo in caso di reiterazione della violazione. Carola Rackete insomma fa giurisprudenza».

L’accordo ancora non c’è, ma l’intesa resta: cancellare Salvini

Con tanto di relativa reintroduzione della «non punibilità» per la «particolare tenuità del fatto» prevista dal Codice penale in materia di «oltraggio a pubblico ufficiale». Senza “naturalmente” stabilire delle misure alternative a tutela delle forze dell’ordine in trincea. Certo, per ora sulle proposte Lamorgese non c’è accordo. Ma sulla premessa l’intesa è: cancellare Salvini.

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