A Padova è record di espulsioni grazie al Decreto Sicurezza di Salvini. Quello che PD e Conte vogliono cancellare


di Marina Lucchin – PADOVA Scippi e reati informatici in aumento in città. È questo il dato più eclatante che emerge dal bilancio di fine anno fatto del questore Paolo Fassari che ha anche evidenziato i numeri relativi all’applicazione del nuovo decreto sicurezza varato dall’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini: nel 2019 sono state 429 le persone colpite dal provvedimento di espulsione, di cui 304 con ordine del questore (93% in più rispetto al 2018), 99 con accompagnamento presso i centri di permanenza e rimpatrio (+25%) e 26 accompagnamenti alla frontiera (+30%). «In generale il calo del numero complessivo dei reati è minimo, il 2 per cento in città e il 4 in provincia. Si nota l’incremento dei reati informatici (più 12-14 per cento), come le truffe o le sostituzioni di persona, fatto che è dovuto principalmente all’aumento dell’uso di pc e smatphone, di applicazioni e social network» ha spiegato Fassari. Indicativo anche il più 15 per cento dei furti con strappo, ovvero gli scippi, registrato in città, di solito ai danni di persone anziane.

I NUMERI
Dall’1 gennaio al 29 dicembre si sono registrati 351 arresti, 1.472 denunce, oltre 65mila segnalazioni al 113 e 52mila controlli in strada. Se è vero che sono aumentati gli scippi e le truffe informatiche, si registra però un decremento dei furti e dei reati inerenti gli stupefacenti, nonostante a Padova il problema della droga e il timore dei ladri siano quelli più sentiti da cittadini e negozianti. «L’impegno della questura e delle forze dell’ordine in generale è stato grande nel contrasto allo spaccio – evidenzia Fassari – prova ne è la “bonifica” dei Giardini dell’Arena, che ora sono diventanti un luogo sicuro e fruibile da padovani e visitatori. L’Arma invece di recente è particolarmente concentrata sulla zona di San Carlo.

Bisogna evidenziare, però, che le manette risolvono solo parzialmente il problema dell’uso degli stupefacenti. Se si arresta un pusher il suo posto viene preso da un “collega”, se si “ripulisce” una zona, gli spacciatori si spostano altrove. Per questo è fondamentale puntare anche sugli interventi educativi, che vadano a limitare la richiesta. Se non c’è gente che compra droga, non c’è nemmeno il pusher che la vende» ha evidenziato il questore, affiancato dalla dirigente delle Volanti e dell’Upg, Michela Bochicchio.
Nel complesso quest’anno sono 74 i chili di droga sequestrata, soprattutto marijuana (50,8 chili) e hashish (17,3), seguiti da eroina (3,4) e cocaina (1,98). Dell’elenco entra a far parte anche il Gbl, gergalmente nota come “droga dello stupro” di cui a fine novembre sono stati sequestrati 1,4 litri. Gli arresti per reati legati al narcotraffico sono i più numerosi: 153 dei 351 totali, mentre le denunce complessive sono state 1.472.

Drastica, almeno per quanto riguarda la percentuale, è la diminuzione di reati legati allo sfruttamento della prostituzione e alla pornografia minorile che nel capoluogo calano dell’80% e in provincia del 56%.
Specialmente durante l’estate e i periodi di festa sono stati organizzati imponenti dispositivi di controllo sulle strade: quasi 52mila, che hanno interessato 98mila persone e 34mila veicoli. In aumento anche le segnalazioni dei privati al 113, cresciute del 9% e arrivate a oltre quota 65mila. Ma da oltre un anno sono in campo nuove tecnologie, pensate principalmente per dialogare più facilmente con i più giovani: sono 682 le segnalazioni pervenute alla polizia attraverso l’applicazione YouPol, di cui 518 per denunciare situazioni di spaccio e 8 per atti di bullismo. La polizia padovana “piace” anche sui social network, come dimostrano i follower della pagina Facebook “Questura di Padova” cresciuti di 947 unità in dodici mesi e che oggi toccano quota 5.568. Limitato l’uso del taser, estratto solo due volte per intimidire il malvivente e utilizzato un’unica volta per il lancio dei dardi elettrificati.

Leggi tutto su Il Gazzettino

Segui le nostre rassegne su Facebook e su Twitter