A Matera 20 clandestini positivi al coronavirus: “Molti di loro sono scappati dal centro d’accoglienza”


– Continuano le fughe di disperati. Da Sud a Nord si moltiplicano i migranti infetti da Covid-19 che abbandonano la quarantena senza alcun permesso delle autorità. Scappano dagli hotspot e fanno perdere le proprie tracce, mettendo a repentaglio la sicurezza di tutti. Un altro focolaio di coronavirus si registra in Basilicata. E sotto i riflettori finisce di nuovo una struttura di accoglienza.

Dopo i 42 casi dei bengalesi ospitati a Potenza e Irsina (Matera), pure all’Hotel Old West a Ferrandina, in provincia di Matera, si contano numerosi casi positivi tra i 100 migranti tunisini arrivati sabato sera dalla Sicilia. Sono almeno 20 i migranti positivi scoperti dopo l’esito dei tamponi. La notizia è confermata all’Agi dal responsabile della task force regionale, Ernesto Esposito. Domani invierà il bollettino quotidiano.

La notizia arriva a sorpresa. Per il loro trasferimento dalla Sicilia in Basilicata, l’amministrazione comunale di Ferrandina era stata informata che i 100 migranti avevano fatto il test rapido a Lampedusa. Poi era stato effettuato il tampone rino-faringeo, con esito negativo, a Porto Empedocle. Dopo tale esito si è dato il via libera al trasferimento. Invece i tamponi effettuati ieri hanno dato un risultato diverso: sono affetti da coronavirus. La situazione è ancora più convulsa perché proprio dal centro di Ferrandina sono circa 25 i tunisini fuggiti (ieri erano 14, da oggi è irreperibile un’altra decina). Dalle prime informazioni, i casi riguarderebbero persone ancora ospitate nel centro. Ma su questo aspetto si attendono notizie ufficiali.

Non è la prima volta che accadono fatti come questi: migranti positivi fuggiti dai centri di accoglienza. Solo pochi giorni fa, mentre continuano gli sbarchi con circa 300 persone arrivate a Lampedusa in un solo giorno (oltre 7mila nel solo mese di luglio), nella Regione cresceva la paura per un possibile rischio sanitario. Ventotto clandestini sono fuggiti dall’hotspot di contrada Cifali a Ragusa. Tra questi ben 9 soggetti erano risultati positivi al coronavirus. A rendere pubblica la notizia con un video postato su Facebook è stato l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, al termine di una visita lampo nell’hotspot.

Non solo la fuga. Gli immigrati si sono resi responsabili anche di azioni di violenza contro le forze dell’ordine. “Un atto gravissimo e incomprensibile, se si pensa che le forze dell’ordine hanno provato ai impedire che lasciassero la struttura e un carabinieri è rimasto ferito ed è finito al pronto soccorso”, ha dichiarato l’assessore che ha spiegato come “nove persone sono risultate positive e altre persone sono in quarantena.

Da nord a sud, in soldoni, aumenta il malcontento per la gestione dell’accoglienza. Numerose sollevazioni si sono moltiplicate nelle scorse settimane. La protesta, partita da Amantea in Calabria dopo l’arrivo di 13 migranti affetti da Covid-19, è dilagata a macchia d’olio. Porto Empedocle, terra di passaggio dei migranti trasferiti da Lampedusa su terraferma. Poi Roma, dove sono stati trasferiti al Celio diversi positivi al coronavirus. Jesolo, dove si è individuato un focolaio di 43 migranti ospitati nella struttura fronte mare gestita dalla Croce Rossa. Cavarzere, dove sono stati trasferiti alcuni di loro. E Cona, dove si teme la riapertura del centro migranti chiuso da Matteo Salvini.

La situazione è fuori controllo. Insorgono le opposizioni. Mentre il governo annuncia che le navi quarantena allestite in Sicilia e Calabria non basteranno a contenere i possibili migranti contagiati dal male. Per questo il ministero dell’Interno ha dato l’ok per la creazione di due tendopoli utili a gestire gli arrivi con le misure anti-Covid19. Sempre che le comunità che accoglieranno i profughi non insorgeranno. Sempre che gli stessi clandestini non fuggiranno prima di raggiungerle. Facendo perdere le loro tracce.

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