A Lampedusa esplode la rivolta dei cittadini: dati alle fiamme i barconi dei clandestini (Video)


 – Rabbia e preoccupazione a Lampedusa. Ieri sera sono stati bruciati diversi barconi utlizzati dai migranti per arrivare nell’isola. Nel corso degli anni le “carrette del mare” erano state accatastate nell’area adiacente al campo sportivo e nell’area del deposito di Capo Ponente che è molto distante dalla zona dello stadio. Praticamente l’intera stazione dei pompieri e dei carabinieri dell’isola si è messa a lavoro per cercare di domare le colonne di fuoco e per capire sin da subito chi sia stato. La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un’inchiesta. “Metteremo tutto l’impegno possibile per fare luce su questi episodi di intolleranza che non rendono giustizia alla solarità del popolo di Lampedusa e che possono danneggiare seriamente il turismo, fonte di ricchezza dell’isola – ha detto il procuratore aggiunto Salvatore Vella -. Lampedusa non può diventare un luogo di guerriglia urbana“.

In mattinata arriverà sull’isola il ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano. Una visita decisa dopo lo “sfregio” alla Porta d’Europa: “La generosità, la dignità, il rispetto dei diritti umani che la comunità di Lampedusa ha tenuto alta in questi anni, per l’Italia intera – aveva scritto il ministro in un post su Facebook – non lasceranno spazio all’odio dei pochi vili che hanno deturpato il monumento simbolo dell’accoglienza“.

In sindaco di Lampedusa Totò Martello, alza la voce in merito alla situazione ed afferma ai giornalisti: “C’è un disegno preciso per alimentare un clima di tensione e soffiare sul fuoco di una situazione già difficile per la nostra isola“. Il primo cittadino ricorda anche l’altro episodio avvenuto appena tre giorni fa, quando alcuni sconosciuti hanno “imballato” con sacchi di plastica e nastro adesivo la Porta d’Europa, il monumento dell’artista Mimmo Paladino inaugurato il 28 giugno 2008 per celebrare lo spirito d’accoglienza dell’isola nei confronti dei migranti.

C’è una strategia precisa – sottolinea – per destabilizzare Lampedusa. Si tratta di persone che non improvvisano ma che sanno come muoversi. Non so di chi si tratta, altrimenti li avrei già denunciati. Di sicuro dobbiamo mantenere alta la guardia. Lo Stato deve riaffermare la sua presenza sull’isola e lo deve fare anche attraverso azioni concrete“.

Nel frattempo continuano senza sosta gli sbarchi di migranti sull’isola. Ieri è arrivata la prima imbarcazione con una cinquantina di profughi approdata direttamente a terra, a Cala Madonna. La seconda, con circa 60 persone a bordo, è stata raggiunta a poche miglia dall’isola dalle motovedette della Capitaneria di Porto.

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