A 8 italiani su 10 piace la parola “merito”: il sondaggio di Repubblica che zittisce la sinistra (degli ignoranti)


Da Il Secolo d’Italia – Sorpresa: agli italiani il concetto di “merito piace. E il fatto che la scuola sia tornata a metterlo sugli scudi incrocia il favore di 8 cittadini su 10. Inoltre, sorpresa tra le sorprese, a certificarlo non è un foglio compiacente con il governo bensì l’agguerritissima Repubblica, che in tal senso ha pubblicato un sondaggio di Ilvo Diamanti.

«Il principio del “merito nella scuola” – scrive il sociologo – suscita reazioni favorevoli presso gran parte degli intervistati. In effetti, 7 su 10 – e oltre in alcuni casi – pensano che abbia effetti positivi sulla preparazione degli insegnanti (74%), sulla connessione tra scuola e lavoro (73%) e sulla formazione degli studenti (70%)».

Il concetto di merito evoca prospettive positive

Ma è largamente maggioritaria anche la percentuale (63%) di chi considera il merito strettamente imparentato anche alla giustizia sociale, cioè l’esatto contrario di quel che va dicendo l’opposizione. Otto intervistati su 10, infine, ritengono che applicare il principio del merito significhi «consentire a chi ottiene buoni risultati di avere maggiori opportunità nella vita, indipendentemente dalla famiglia di provenienza».

Anche in questo è evidente la distanza che separa il convincimento profondo degli italiani dalle parole d’ordine distribuite dalla sinistra presso le giovani generazioni al fine di boicottare la scelta del governo di integrare appunto con la parola “merito” la definizione del Ministero dell’Istruzione. In pratica, è come se l’opposizione avesse istigato gli studenti a protestare contro e stessi e il loro futuro.

Sinistra in ritardo

E se è vero, come scrive lo stesso Diamanti, che le parole a volte non servono solo a definire la realtà, ma anche a produrla, non v’è dubbio che la scelta del governo Meloni di ribattezzare il Ministero dell’Istruzione aggiungendovi il riferimento al merito ha avuto l’effetto di innescare tra i cittadini – in grandissima parte utenti (direttamente e indirettamente) del sistema scolastico – un’adesione che prelude ad un cambio di paradigma tra cittadini e istruzione.

Significa che la maggioranza politica ha colto un’esigenza presente nello società, seppur allo stato latente, mentre l’opposizione si è attardata in una battaglia di retroguardia utilizzando un cliché («merito uguale disuguaglianza») rivelatosi irrimediabilmente obsoleto.

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